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Category Archives Arte

Dei Mar Musa - Ivo Saglietti

Il tema portante di Rovereto Immagini 2012, giunto alla sesta edizione, è "la sete di spiritualità". Come si legge sulla brochure di presentazione dell'evento, in corso dal 20 luglio al 19 agosto, "La spiritualità, prima di rappresentare una categoria teologica, è un fatto antropologico che riguarda l’uomo nella sua interezza, armonizzando anima e corpo, interiorità ed esteriorità, essere e agire.…

L'Odore della Guerra a Rovereto

Dal 7 al 22 aprile in giro per Rovereto sarà possibile ammirare la personale fotografica di Fabio Bucciarelli, una mostra organizzata dall’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo - Associazione geografica 46° Parallelo, dall’Associazione ZonaF, in collaborazione con Comune di Rovereto, Arci del Trentino, Fondazione Museo storico del Trentino, Cgil del Trentino, Forum trentino per la pace e i diritti umani, con il contributo dell'Associazione artigiani del Trentino.

Interfaccia di Google Art Project: la scelta del museo

Google Art Project è il nuovo servizio messo a disposizione degli utenti, nato dalla collaborazione con 17 musei del mondo - il cui numero è sicuramente destinato ad aumentare prossimamente. Adesso sarà possibile visitare virtualmente i musei, ammirando le più belle opere d'arte e "camminare" tra le varie sale sfruttando la tecnologia di Street View. Senza spostarsi dal computer si potranno visitare il Van Gogh Museum di Amsterdam, la Galleria degli Uffizi di Firenze, il MoMA di New York e molti altri musei.

Andrea Aska Varacalli

Il giorno seguente al vernissage presso la BELB Library di Shankill Road, abbiamo l'opportunità di incontrare Andrea 'Aska' Varacalli, fotografo e tra i fondatori del collettivo Wat?! - Waterfront Artistic Troops

La mostra "Belfaskating", da cui sono stati realizzati anche 7 videoclip, sta andando bene. Questa appena inaugurata è la terza mostra aperta a Belfast, grazie anche al supporto del Belfast City Council, del Community Relations Council e dell'Unione Europea.

La Triennale di Milano

Inaugura il Triennale Design Museum di Milano: nasce un museo dinamico, capace di rinnovarsi e di offrirsi sempre con visioni rinnovate. L'ordinamento scientifico sposa l'approccio emozionale per proporre al visitatore un'esperienza coinvolgente e tale da innescare il desiderio di ripeterla altre volte. A caratterizzare il progetto architettonico, di sistemazione e adeguamento di Michele De Lucchi è l'ingresso attraverso un ponte che permette al museo di essere al contempo all'interno della Triennale e corpo autonomo e visibile nella sua funzione. E' proprio questo dualismo, sviluppato insieme al concetto di unicità, a rendere il Triennale Design Museum di Milano un luogo particolare. Da una parte, infatti, si sviluppa in un'ampia ricerca scientifica che racconta e rappresenta la storia del design italiano attraverso diverse chiavi di lettura, storie, prospettive, approcci e che affronta per la prima edizione del museo il tema "Che cos'è il design italiano?", da un'idea di Italo Rota (Museum Eshibition Designer) con Silvana Annicchiarico e Andrea Branzi.

Belfast mon amour

Ben nota a chi mi conosce è la mia passione per Belfast, importante città delle Sei Contee, una volta grosso centro manifatturiero, pieno di fervore industriale. Ora, dopo quarannt'anni di Troubles qualcosa sembra muoversi, permettendo di nuovo una crescita industriale e soprattutto culturale della zona. Una dichiarazione d'amore alla città è stata scritta da Robert McLiam Wilson ed è contenuta nel libro Eureka Street:

Due anni, molte macchine fotografiche e obiettivi dopo, queste immagini sono il risultato di un piccolo tentativo di condividere la bellezza che ha impressionato l'animo di questo osservatore che sta sul bordo del fiume con una scatola in mano cercando di cogliere lo spessore illuminante del tempo. Questa è fotografia organica, una testimonianza dello spettacolo di luce celestiale della città. I continui cambiamenti dall'alba al tramonto sul fiume Hudson- un quotidiano annotare il maestoso volteggiare del cielo e delle acque prodotto da una divinità di un infinito talento ed originalità che un fotografo può solo carpire, mettere a fuoco e pregare che questa o quella macchina fotografica, quegli obiettivi, digital back e tutte le tecniche avanzate dell'ultimo minuto possono in qualche modo catturare un frammento di breve superiore magnificenza che si palesa per ispirare chiunque stia guardando".

Lou Reed

Michelangelo Merisi

Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, non sarebbe nato, come si pensava, nel paese della bergamasca da cui ha preso il soprannome bensì a Milano. Un ricercatore avrebbe ritrovato i documenti che ne provano il battesimo nella parrocchia di Santo Stefano in Brolo. La scoperta è stata resa nota da Il Sole 24 Ore e verrà in seguito pubblicata anche sulla stampa specializzata. Mentre eseguiva delle ricerche sulle carte della parrocchia di Santo Stefano in Brolo, Vittorio Pirami, manager in pensione con la passione per la storia dell'arte, ha consultato il volume relativo agli atti degli anni 1564-1587. "Prima ho scorso il nome, poi come si fa quando si incontra per strada una persona che ci sembra di conoscere, sono tornato sui miei passi e mi sono detto 'ma quel nome non è quello di Caravaggio?'. Allora sono sobbalzato".

Una mostra che, in 80 opere, ripercorre la parabola creativa di Mondrian. I capolavori sono stati in buona parte concessi in prestito del Gemeentenmuseum de L'Aja e, come nelle intenzioni dei curatori, mettono in grande evidenza il periodo precedente al cammino astratto dell'artista olandese. Visitando le sale occupate dai quadri si riesce a comprendere meglio l'idea evolutiva della pittura di Mondrian, con l'abbandono delle suggestioni realistiche per arrivare alla rappresentazione della natura fatta solo di forma, segno e colore, pura geometria. La mostra è accompagnata da pannelli esplicativi, dove si riesce a penetrare maggiormente nel linguaggio espressivo di Mondrian, leggendo le sue parole o le analisi compiute dai più grandi conoscitori dell'artista. L'approccio iniziale della sua carriera pittorica segue la corrente impressionista, molto in auge alla fine del 1800, volgendo poi verso il luminismo - la versione olandese del fauvismo. Questo approccio consente a Mondrian di svincolare il colore dai suoi riferimenti naturali, incentrando la ricerca pittorica sui componenti fondamentali: forma, linea e colore.

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