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Nero Ricco e Nero Piatto

Sul monitor di un computer, esiste un solo modo per rappresentare il nero: quando nessuna luce proviene dal monitor, lo schermo è nero.

Nel processo di stampa ci sono molti modi per rappresentare il nero. Il più semplice è il “nero piatto” o 100% di inchiostro nero (C=0, M=0, Y=0, K=100). Tuttavia è possibile creare un “nero ricco” utilizzando altri colori insieme al nero.

Molteplici sono le differenti combinazioni – il “nero ricco” più comune contiene percentuali di tutti i 4 colori: C=63, M=52, Y=51, K=100. Questa particolare variante deve la sua “popolarità” ad Adobe Photoshop. Convertendo un file RGB in CMYK, le aree completamente nere (R=0, G=0, B=0) saranno trasformate con quella combinazione, a meno che non ci siano state modifiche nelle impostazioni del programma.
Altre possibili combinazioni per ottenere un “nero ricco” possono essere il “Nero Freddo” (C=60, M=0, Y=0, K=100) e il “Nero Caldo” (C=0, M=60, Y=30, K=100).

Nero sul monitor. Nessun pixel rosso, verde o blu (RGB) è acceso

ll problema con questi neri è che appaiono simili su tutti i monitor dei computer – essendo rappresentati come nero assoluto (R=0, G=0, B=0) – ma non saranno uguali sulla carta.

Un classico errore da principiante è di prendere un’immagine di Photoshop, che degrada verso un nero ricco sui quattro lati, e importarla in un box immagine nel programma di impaginazione, assegnando al box uno sfondo “nero” (che nel programma di impaginazione corrisponde a un “nero piatto”, composto da K=100). L’immagine quindi appare uniforme quando viene vista sullo schermo. Se l’impaginato viene stampato, tuttavia, ci sarà una chiara differenza tra le aree di nero ricco e di nero piatto.

Neri digitali | I neri sembrano uguali, ma in stampa si notano le differenze

Misurare i valori del colore

La soluzione a questo problema è misurare i valori degli inchiostri in CMYK – facendo riferimento alla palette “Info” di Photoshop – e creare un colore identico nel programma di impaginazione. Bisogna fare attenzione che il nero ricco nell’immagine CMYK sia continuo e uniforme: muovete il cursore nell’immagine e assicuratevi che i valori dell’inchiostro non si modifichino. A questo punto create un nuovo colore CMYK nel programma di impaginazione (i più utilizzati sono Adobe InDesign e Quark Xpress) e chiamatelo “Nero Ricco”, quindi assegnatelo allo sfondo della finestra contenente l’immagine. Controllate sempre il lavoro stampando su carta le varie lastre – si può verificare la correttezza del risultato anche attraverso lo strumento “Anteprima Output” in Adobe Acrobat).

Anche il colore “Registrazione” di solito presente nei programmi di impaginazione in maniera automatica può essere fonte di problemi. Su monitor appare come R=0, G=0, B=0; in questo modo sembra lo stesso tipo di nero. Ebbene non lo è. Il colore “Registrazione” stampa il 100% dell’inchiostro su tutte le lastre. Se l’impaginato viene realizzato in quadricromia, il valore del colore è C=100, M=100, Y=100 e K=100. Se nel lavoro è presente un colore Pantone, ad esempio il nuovo Pantone 17-5641 Emerald (colore dell’anno 2013), allora oltre alle 4 lastre al 100% viene aggiunta anche la lastra Pantone 17-5641 Emerald=100. Il corretto utilizzo del colore “Registrazione” è per gli eventuali segni di registro o di piegatura. Non va utilizzato al posto del nero. La quantità di inchiostri prevista con quel colore darà quasi sicuramente problemi in fase di stampa. Non ci sono motivi validi per utilizzare altri colori all’infuori del nero o del nero ricco.

Problemi con i neri in Adobe Photoshop

In Photoshop ci sono molte trappole che possono indurre il designer a creare incongruenze tra i neri. La più comune è quella del comando Modifica>Riempi. Selezionando l’opzione “Riempi con Nero”, Photoshop riempirà la selezione con il 100% di tutti i colori, non solo il nero. Da un punto di vista di prestampa, sarebbe stato bello se Adobe non avesse gestito in tal modo quel comando ma ormai è andata così…

Se volete riempire una determinata area con una particolare variante di nero, usate l’opzione “Colore di primo piano”, avendo cura di impostare correttamente i valori di CMYK assegnati al colore in primo piano nella palette degli Strumenti.

Anche lo strumento “Sposta” può essere fonte di potenziali problemi. Quando sposti un oggetto, lo spazio che si libera viene riempito con il colore di sfondo in uso. Se il colore è impostato su K=100 e l’oggetto che viene spostato è circondato da un nero ricco cosa accade? Ci sarà un’incongruenza tra i colori – uno spazio di nero piatto della forma dell’oggetto appena spostato.

Per scovare subito questo genere di problemi, è buona abitudine controllare i vari canali di cui è composta l’immagine (Cyan, Magenta, Giallo e Nero) utilizzando le scorciatoie Cmd+3 (C), Cmd+4 (M), Cmd+5 (Y), Cmd+6 (K) – per chi usa un Pc con Windows sostituire il tasto Cmd (Mela su Mac) con Ctrl. Per tornare alla visualizzazione in CMYK, usare la scorciatoia Cmd+2 (queste scorciatoie sono quelle in uso con Photoshop CS5 o 12.1).

Una volta che avete visto sui vari canali come viene gestito il colore, sarà automatico scoprire le eventuali discrepanze tra i neri del documento.

Panoramica

Nome CMYK Utilizzo o descrizione
Nero Standard C0 / M0 / Y0 / K100 Nero normale o “nero piatto”
Nero Ricco C63 / M52 / Y51 / K100 Nero di Adobe Photoshop
Nero Freddo C60 / M0 / Y0 / K100 Nero ricco tendente al bluastro
Nero Registrazione C100 / M100 / Y100 / K100 Nero utilizzato per i segni di registro (che compare in ogni lastra offset)
Nero Ricco C60 / M50 / Y40 / K100 Nero ricco che utilizzo comunemente

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