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	<title>Q-design &#187; Arte</title>
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	<description>Graphic design &#38; Webdesign a Rovereto (TN)</description>
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		<title>Inaugurato il Triennale Design Museum a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 20:17:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ren</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Inaugura il Triennale Design Museum di Milano: nasce un museo dinamico, capace di rinnovarsi e di offrirsi sempre con visioni rinnovate. L'ordinamento scientifico sposa l'approccio emozionale per proporre al visitatore un'esperienza coinvolgente e tale da innescare il desiderio di ripeterla altre volte. A caratterizzare il progetto architettonico, di sistemazione e adeguamento di Michele De Lucchi [...]


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<li><a href='http://www.q-design.it/blog/arte/google-art-project-il-museo-virtuale/' rel='bookmark' title='Permanent Link: Google Art Project: il museo virtuale'>Google Art Project: il museo virtuale</a></li>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.q-design.it/wp-content/uploads/triennale_design_museum_milano.jpg' class='alignright' alt='Triennale Design Museum' />Inaugura il <a href="http://www.triennale.it/">Triennale Design Museum</a> di Milano: nasce un museo dinamico, capace di rinnovarsi e di offrirsi sempre con visioni rinnovate. L'ordinamento scientifico sposa l'approccio emozionale per proporre al visitatore un'esperienza coinvolgente e tale da innescare il desiderio di ripeterla altre volte.</p>
<p>A caratterizzare il progetto architettonico, di sistemazione e adeguamento di Michele De Lucchi è l'ingresso attraverso un ponte che permette al museo di essere al contempo all'interno della Triennale e corpo autonomo e visibile nella sua funzione. E' proprio questo dualismo, sviluppato insieme al concetto di unicità, a rendere il <a href="http://www.triennale.it/">Triennale Design Museum</a> di Milano un luogo particolare. Da una parte, infatti, si sviluppa in un'ampia ricerca scientifica che racconta e rappresenta la storia del design italiano attraverso diverse chiavi di lettura, storie, prospettive, approcci e che affronta per la prima edizione del museo il tema ''Che cos'è il design italiano?'', da un'idea di Italo Rota (Museum Eshibition Designer) con Silvana Annicchiarico e Andrea Branzi.</p>
<p><span id="more-241"></span>Dall'altra il museo propone uno spazio dove alcuni aspetti del tema avranno un approfondimento affidato di volta in volta a differenti curatori. I focus già individuati sono: dall'aprile 2009 ''La legione straniera''; ''L'Editoria del design''; ''I Materiali autarchici''; ''Le gallerie d'arte e di design''. La storia del Design Italiano sarà poi presentata non solo attraverso un paesaggio domestico di oggetti, ma anche attraverso un contributo filmico-architettonico di Peter Greenaway (Ouverture. Fiato alle trombe! 2000 anni di creatività italiana) e di registi italiani che interpreteranno le ossessioni del design Italiano. Al percorso si aggiunge un Teatro Agorà, uno spazio interamente realizzato in legno dove si svolgono dibattiti, convegni, presentazioni, eventi e performance artistiche.</p>
<p>Triennale Design Museum si distingue anche per la presenza di un Laboratorio di Restauro. Un centro dedicato alla ''memoria della modernità'', ma anche alla sperimentazione di nuove tecnologie, con l'ambizione di diventare un punto di riferimento internazionale per la complessa questione del recupero e della conservazione degli oggetti e dei materiali contemporanei. A dirigere <a href="http://www.triennale.it/">Triennale Design Museum</a> è stata chiamata Silvana Annicchiarico che da 9 anni è il Conservatore della Collezione Permanente del Design Italiano della Triennale di Milano e che da 6 anni è responsabile del Settore Design della Triennale.</p>
<p>Tratto da <a href="http://www.jugo.it/modules.php?name=News&#038;file=article&#038;sid=7054">Jugo</a></p>


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		<title>Merisi da Milano, ex-Caravaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Feb 2007 13:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ren</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, non sarebbe nato, come si pensava, nel paese della bergamasca da cui ha preso il soprannome bensì a Milano. Un ricercatore avrebbe ritrovato i documenti che ne provano il battesimo nella parrocchia di Sato Stefano in Brolo. La scoperta è stata resa nota da Il Sole 24 Ore e verrà in [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="liexternal" title="Il museo virtuale ad opera della Rai" href="http://www.caravaggio.rai.it/index_it.htm">Michelangelo Merisi, detto Caravaggio</a>, non sarebbe nato, come si pensava, nel paese della bergamasca da cui ha preso il soprannome bensì a Milano.<br />
Un ricercatore avrebbe ritrovato i documenti che ne provano il battesimo nella parrocchia di Sato Stefano in Brolo. La scoperta è stata resa nota da <a class="liexternal" title="Il quotidiano economico" href="http://www.ilsole24ore.it/">Il Sole 24 Ore</a> e verrà in seguito pubblicata anche sulla stampa specializzata.</p>
<p>Mentre eseguiva delle ricerche sulle carte della parrocchia di Santo Stefano in Brolo, Vittorio Pirami, manager in pensione con la passione per la storia dell'arte, ha consultato il volume relativo agli atti degli anni 1564-1587.<br />
"Prima ho scorso il nome, poi come si fa quando si incontra per strada una persona che ci sembra di conoscere, sono tornato sui miei passi e mi sono detto 'ma quel nome non è quello di Caravaggio?'. Allora sono sobbalzato".<br />
<span id="more-38"></span><br />
Così racconta la sua scoperta, avvenuta il 14 febbraio scorso.<br />
Il giorno 30 settembre 1571 era stato scritto agli atti: "Adi 30 fu batz. Michel angelo f.de.f. fermo merixio et d. Luxia de oratoribus/ compare d. fran.co. sessà", ovvero "Oggi 30 settembre fu battezzato Michel Angelo, figlio del signor Fermo Merisi e della signora Lucia Aratori. Compare il signor Francesco Sessa".</p>
<p>La nascita di Michelangelo Merisi, quindi, viene fissata al 29 settembre 1571, festa di San Michele Arcangelo, come sostenuto già nel 1985 da Maurizio Calvesi. Due anni prima di quanto si riteneva fino ad ora.<br />
Già era noto agli storici il battesimo del fratello di Michelangelo, Giovanni Battista, nato a Milano il 21 novembre 1572 e battezzato nella chiesa milanese di Santa Maria alla Passarella. Ma non era stato ritrovato alcun documento che indicasse ai ricercatori le tracce di Michelangelo.</p>
<h4>Alcune opere di Caravaggio</h4>
<p><a rel="lightbox[Caravaggio]" href="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/canestra.jpg"><img src="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/canestra.miniatura.jpg" alt="Canestra con frutta" /></a> <a rel="lightbox[Caravaggio]" href="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/bacco.jpg"><img src="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/bacco.miniatura.jpg" alt="Bacco" /></a> <a rel="lightbox[Caravaggio]" href="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/san_pietro.jpg"><img src="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/san_pietro.miniatura.jpg" alt="Crocifissione di San Pietro" /></a> <a rel="lightbox[Caravaggio]" href="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/san_tommaso.jpg"><img src="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/san_tommaso.miniatura.jpg" alt="San Tommaso" /></a></p>


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		<title>Forma, linea e colore</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Feb 2007 14:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ren</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una mostra che, in 80 opere, ripercorre la parabola creativa di Mondrian. I capolavori sono stati in buona parte concessi in prestito del Gemeentenmuseum de L'Aja e, come nelle intenzioni dei curatori, mettono in grande evidenza il periodo precedente al cammino astratto dell'artista olandese. Visitando le sale occupate dai quadri si riesce a comprendere meglio [...]


No related posts.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Mondrian, Evoluzione" rel="lightbox[mondrian]" href="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/evoluzione.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/evoluzione-300x211.jpg" alt="Mondrian, Evoluzione" /></a>Una mostra che, in 80 opere, ripercorre la parabola creativa di Mondrian. I capolavori sono stati in buona parte concessi in prestito del Gemeentenmuseum de L'Aja e, come nelle intenzioni dei curatori, mettono in grande evidenza il periodo precedente al cammino astratto dell'artista olandese.<br />
Visitando le sale occupate dai quadri si riesce a comprendere meglio l'idea evolutiva della pittura di Mondrian, con l'abbandono delle suggestioni realistiche per arrivare alla rappresentazione della natura fatta solo di forma, segno e colore, pura geometria.<br />
La mostra è accompagnata da pannelli esplicativi, dove si riesce a penetrare maggiormente nel linguaggio espressivo di Mondrian, leggendo le sue parole o le analisi compiute dai più grandi conoscitori dell'artista. L'approccio iniziale della sua carriera pittorica segue la corrente impressionista, molto in auge alla fine del 1800, volgendo poi verso il luminismo - la versione olandese del fauvismo. Questo approccio consente a Mondrian di svincolare il colore dai suoi riferimenti naturali, incentrando la ricerca pittorica sui componenti fondamentali: forma, linea e colore.<br />
<span id="more-24"></span><br />
<a title="Mondrian, Albero Rosso" rel="lightbox[mondrian]" href="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/rosso.jpg"><img class="alignright" src="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/rosso-300x211.jpg" alt="Mondrian, Albero rosso" /></a>I primi quadri mostrano i mulini, i canali, i fari, le dune, i campanili e le chiese che il pittore incontra dipingendo en plein air. Sono i suoi soggetti preferiti perché, come da lui scritto, desidera entrare in contatto con la natura e con l'essenza delle cose.<br />
Tra il 1910 ed il 1911 dipinge il trittico "Evoluzione" che rappresenta la sua adesione alla dottrina teosofica. Il colore è molto importante, in quanto il blu rappresenta la parte spirituale. Mondrian, però, non sarà mai soddisfatto di questo trittico che avrebbe potuto "sviluppare in maniera differente". Nel quadro si legge prima la figura di sinistra poi quella di destra ed infine quella centrale nella quale gli occhi aperti e una maggiore intensità luminosa indicano la raggiunta visione di una verità superiore.</p>
<p><a title="Mondrian, Albero grigio" rel="lightbox[mondrian]" href="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/grigio.jpg"><img class="alignleft" src="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/grigio-300x220.jpg" alt="Mondrian, Albero grigio" /></a>Ora il disegno inizia a semplificarsi. Fondamentale per lo sviluppo di Mondrian è la serie degli "Alberi", interpretato in vari quadri tra il 1908 ed il '12. L'albero da sempre rappresenta l'evoluzione della parte terrena che cerca di spingersi verso lo spirituale - i rami che puntano al cielo. Nel dipinto "Albero rosso" si ha una prima evoluzione stilistica. Il tronco è ben definito mentre i rami cominciano ad essere sintetizzati in forme più semplici. I colori iniziano e diventare importanti, riducendosi a due colori primari: il blu ed il rosso. Nel quadro seguente "Albero grigio" la forma è sempre riconoscibile e si stacca ancora dal fondo, che nel frattempo è diventato una superficie piatta. Nella successiva evoluzione verso l'astrazione abbiamo il "Melo in fiore" dove l'artista mostra solamente delle forme geometriche: i piani e le sembianze iniziano a scomparire, trasformandosi in linee curve, con colori dai toni modulati.</p>
<p><a title="Mondrian, Melo in fiore" rel="lightbox[mondrian]" href="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/melo.jpg"><img class="alignright" src="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/melo-300x211.jpg" alt="Mondrian, Melo in fiore" /></a>Da questi quadri Mondrian inizia il percorso verso la geometrizzazione, slegandosi dai principi del cubismo, col quale era entrato in contatto prima in Olanda ed in seguito a Parigi, dove si trasferì per dipingere.<br />
L'artista inizia la sua ultima fase dell'evoluzione sempre ispirato dalla dottrina teosofica, che ha come finalità l'armonia tra interiorità ed il mondo esterno. Procede con l'eliminazione degli elementi ritenuti superflui, alla ricerca della Bellezza che intende rappresentare in una forma ancora più concreta di quella presente in natura. Le linee sono rette, semplici. Alcune attraversano completamente il quadro, per delimitare meglio lo spazio, altre sono brevi, a suddividere la tela. Le linee nere hanno diversi spessori, le campiture di grigio e dei colori primari (rosso, giallo e blu) sono stesi con una attenta varietà di pennellate orizzontali e verticali. I quadrati di colore, inizialmente posizionati in centro, si spostano verso i bordi del quadro, per focalizzare maggiormente l'attenzione sulla composizione, basata solamente sulla sua intuizione. Nei lavori incompiuti presenti nella mostra si notano le linee a carboncino disegnate da Mondrian e utilizzate per raggiungere l'armonia compositiva. La separazione tra emozione e ragione non esiste più. Mondrian ha terminato il suo percorso. Nella mostra sono presenti anche tre modelli dei suoi atelier, dove si nota anche in quel caso un'evoluzione fino a giungere alla purezza di linee dello studio di New York, che ritroveremo successivamente nei lavori dei maggiori architetti e designer del Ventesimo secolo.</p>
<p>Pubblicato su <a class="liexternal" title="Les Enfants Terribles, Visioni" href="http://www.lesenfantsterribles.org/visioni-e-metalinguaggi/forma-linea-e-colore/">Les Enfants Terribles</a>, dove troverete anche i dati relativi al luogo della mostra</p>


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