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	<title>Q-design &#187; escursione</title>
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	<description>Graphic design &#38; Webdesign a Rovereto (TN)</description>
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		<title>Il sentiero Federico Augusto e la Val Duron</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2008 19:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ren</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gita: lunga Quota massima raggiunta: 2300 m Dislivello: in salita 100 m; in discesa circa 900 m Tempi: ore 4,30 circa Dopo aver affrontato la passeggiata della Val Venegia, ci apprestiamo a fare un altro bel giretto sulle Dolomiti, proprio sotto al maestoso gruppo del Sassolungo. Il sentiero è praticamente pianeggiante, tranne per la ripida [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/2008/08/federico_augusto.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/2008/08/federico_augusto.jpg" alt="Il sentiero Federico Augusto | Trentino" title="Il sentiero Federico Augusto | Trentino" width="620" height="143" class="aligncenter size-full wp-image-854" /></a></p>
<div id="info" style="background: #ccffcc; margin-bottom:10px; padding: 10px;"><strong>Gita:</strong> lunga<br />
<strong>Quota massima raggiunta:</strong> 2300 m<br />
<strong>Dislivello</strong>: in salita 100 m; in discesa circa 900 m<br />
<strong>Tempi:</strong> ore 4,30 circa</div>
<p>Dopo aver affrontato la <a href="http://www.q-design.it/blog/trentino/val-venegia-le-sorgenti-del-travignolo-e-la-baita-segantini/">passeggiata della Val Venegia</a>, ci apprestiamo a fare un altro bel giretto sulle Dolomiti, proprio sotto al maestoso <a href="http://flickr.com/photos/querin/1068192427/in/set-72157600512172412/">gruppo del Sassolungo</a>.</p>
<p>Il sentiero è praticamente pianeggiante, tranne per la ripida discesa che dal Rifugio Sassopiatto porta di nuovo a Campitello di Fassa.</p>
<p><span id="more-327"></span></p>
<p>Il percorso, fino al Rifugio Sassopiatto, è conosciuto come <strong>Sentiero di Federico Augusto (Friecrich-August-Weg</strong>. Leggendo il libro di Maurizio Capobussi <strong>Fiemme e Fassa, Gite scelte</strong>, edito da Athesia, viene raccontato l'aneddoto riguardante l'intitolazione del sentiero.</p>
<blockquote><p><span class="bqinizio">&#8220;</span>Entrò in un rifugio, ai piedi del Sassolungo ed era vestito come gli altri alpinisti che affollavano il locale. Tra un gruppetto di presenti - accade spesso dopo un'escursione - si instaurò una atmosfera confidenziale e ciascuno, a turno, raccontò qualcosa di sé, della propria vita a valle, del proprio lavoro. Lui ascoltava, partecipando silenzioso all'atmosfera cameratesca che si era creata.<br />
Qualcuno poi chiese: ma tu, che lavoro fai? Una risposta, tranquilla: a casa sono il Re. Risero tutti, pensando ad una battuta e uno ribatté: se tu sei il re, io sono l'imperatore della Cina!<br />
Invece era vero: Federico Augusto II, Re di Sassonia, camminava volentieri, in incognito e schivo come ogni buon alpinista, su e giù per le Dolomiti.<span class="bqfine">&#8221;</span></p></blockquote>
<p>Per iniziare il percorso, giungiamo fino a Campitello di Fassa e lasciamo la vettura nei pressi della <a href="http://www.fassa.com/it/Prezzi-impianti-di-risalita/">funivia del Col Rodella</a>. Il biglietto di sola andata costa 9,00 euro. Sembra di essere in centro a Milano durante il periodo natalizio. Tutti accalcati davanti all'ingresso delle cabine.</p>
<p>Saliti in quota fino ai 2.380 m dell'arrivo, raggiungiamo subito il Rifugio Des Alpes (2.392 m), a cinquanta metri dall'uscita della funivia. Qui, fortunatamente, molte persone si fermano ad ammirare il paesaggio maestoso che si apre sotto i nostri occhi. Il Gran Vernel, la Marmolada, il Pordoi ed il Sella ed il Sassolungo sono molto vicini. La Valle di Fassa si stende alle spalle. Alcuni intrepidi scendono con il parapendio, dopo una breve rincorsa, spiegando al vento le vele colorate.</p>
<p><a rel="lightbox[sl]" href="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/sassolungo_hdr.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-329" title="sassolungo" src="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/sassolungo_hdr-300x225.jpg" alt="sassolungo" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Scendiamo per una strada abbastanza ripida. D'inverno è una pista da sci, mentre d'estate il fondo è ghiaioso e polveroso. Raggiungiamo la Sella Rodella (2.318 m) e proseguiamo a sinistra verso il rifugio dedicato al Re. Davanti al Rifugio Federico Augusto (Friedrich-August-Hütte), a 2.298 m, è posizionata una statua lignea del Re, che indica il Sassolungo alle nostre spalle.</p>
<p>Imbocchiamo il sentiero che costeggia le pendici pratose del Sassolungo, passando sotto alla Punta Grohmann. Dopo 30 minuti di camminata, con leggeri saliscendi, giungiamo in una radura, chiamata Pian dei Sassi, dove troviamo il Rifugio Sandro Pertini (2.290 m).</p>
<p>Dopo il rifugio la strada diventa leggermente più impegnativa e, poco più avanti, le rocce sporgenti rendono il cammino un po' difficoltoso. Proseguendo lungo il percorso il fondo diventa sassoso e dobbiamo superare un ripido tratto roccioso, dove sono stati posizionati dei gradini in legno (molto alti) per facilitare la salita.</p>
<p>All'orizzonte si vede una sella, il Giogo di Fassa, dove giungiamo senza superare grosse difficoltà. In mezzo ad un prato, da dove parte il sentiero che permette di salire sul Sassopiatto (2.958 m), si trova il Rifugio omonimo (2.300 m).</p>
<p>Entriamo a riposare e ci gustiamo una buona fetta di torta al grano saraceno accompagnata da ribes rossi e panna.</p>
<p>Fuori il sole è caldo ma, data la posizione, il vento soffia molto forte.</p>
<p>Lanciamo uno sguardo all'Alpe di Siusi ed ai campanili di roccia dello Sciliar, mentre a sinistra i Denti di Terrarossa chiudono la Val Duron, lungo la quale ci apprestiamo a scendere.</p>
<p><a rel="lightbox[sl]" href="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/sassolungo_01_hdr.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-330" title="sassolungo" src="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/sassolungo_01_hdr-225x300.jpg" alt="sassolungo" /></a></p>
<p>Scendiamo dal Rifugio Sassopiatto verso la malga che si trova ad una decina di metri più in basso. La si oltrepassa, seguendo le indicazioni per la Val Duron ed il Rifugio Micheluzzi (sentiero 533).<br />
Il percorso prosegue sempre in discesa superando un piccolo ponte di legno sopra al Rio Durno ed entrando in un boschetto.<br />
La discesa prosegue decisa, costeggiando il ruscello, fino alla Baita Lino Brach (1.900 m) e al Rifugio Micheluzzi (1.860 m). Dopo la chiesetta grandi cartelli indicano il sentiero che condurrà a Campitello, abbandonando la strada carrabile per entrare nel bosco.<br />
Attraversando il ponte sotto cui scorre il Rio Duron, troviamo due panchine e un tavolo di legno, proprio a fianco al bosco. Decidiamo di effettuare una sosta e mangiare velocemente le provviste che ci siamo portati dietro.</p>
<p>Ancora discesa, in mezzo al bosco, superando le radici delle piante che salgono dal terreno.</p>
<p>Dopo ulteriori 400 metri di dislivello il sentiero si ricongiunge alla strada carrabile e la discesa si fa davvero ripida. Il fondo polveroso non aiuta certo a tenere un buon passo ed un buon equilibrio.</p>
<p>Giungiamo finalmente a Campitello, con i polpacci doloranti per la lunghissima discesa. Restano bene impressi nella mente, comunque, i meravigliosi paesaggi che ci siamo appena lasciati alle spalle.</p>
<h3>Immagini dal percorso</h3>
<p><object width="620" height="465" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Fquerin%2Fsets%2F72157606876776581%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fquerin%2Fsets%2F72157606876776581%2F&amp;set_id=72157606876776581&amp;jump_to="></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" /></object></p>


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		<title>Val Venegia, le sorgenti del Travignolo e la Baita Segantini</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 11:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ren</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img class="imgsx" title="Val Venegia, sorgenti del Travignolo e Baita Segatini" src="http://www.q-design.it/blog/wp-content/uploads/2008/08/img_7546_open.jpg" alt="Val Venegia, sorgenti del Travignolo e Baita Segatini" width="450" height="190" />
<div id="info" style="background: #ccffcc; margin-bottom:10px; padding: 10px;">Gita: media
Quota massima raggiunta: 2200 m
Dislivello: 430 m circa (da Malga Venegia)
Tempi: ore 1,30 (sola andata)</div>
Una breve gita per ricominciare a passeggiare in montagna. La Val Venegia è un'incantevole luogo ai piedi delle Pale di San Martino. L'arrivo, a 2200 metri circa, è la <a href="http://www.trentinointavola.it/it/dettaglio_ristoratore.php?IDRistoratore=258">Baita Segantini</a>, adagiata proprio di fronte al Cimone della Pala.

Il tempo non è dei migliori. La temperatura è relativamente bassa. A Predazzo il termometro segna 14°C, mentre all'arrivo a Baita Segantini saranno al massimo 9-10. Per essere quasi Ferragosto, non è male...

In Val Venegia giungiamo seguendo la strada che da Predazzo porta a Passo Rolle, superando il <a href="http://www.parcopan.org/">Parco Naturale di Paneveggio</a>. Al bivio verso Passo Valles si gira a sinistra.




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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/2008/08/val_venegia.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/2008/08/val_venegia.jpg" alt="Val Venegia, sorgenti del Travignolo e Baita Segantini" title="Val Venegia, sorgenti del Travignolo e Baita Segantini" width="620" height="143" class="aligncenter size-full wp-image-851" /></a></p>
<div id="info" style="background: #ccffcc; margin-bottom:10px; padding: 10px;"><strong>Gita:</strong> media<br />
<strong>Quota massima raggiunta:</strong> 2200 m<br />
<strong>Dislivello:</strong> 430 m circa (da Malga Venegia)<br />
<strong>Tempi:</strong> ore 1,30 (sola andata)</div>
<p>Una breve gita per ricominciare a passeggiare in montagna. La Val Venegia è un'incantevole luogo ai piedi delle Pale di San Martino. L'arrivo, a 2200 metri circa, è la <a href="http://www.trentinointavola.it/it/dettaglio_ristoratore.php?IDRistoratore=258">Baita Segantini</a>, adagiata proprio di fronte al Cimone della Pala.</p>
<p>Il tempo non è dei migliori. La temperatura è relativamente bassa. A Predazzo il termometro segna 14°C, mentre all'arrivo a Baita Segantini saranno al massimo 9-10. Per essere quasi Ferragosto, non è male...</p>
<p>In Val Venegia giungiamo seguendo la strada che da Predazzo porta a Passo Rolle, superando il <a href="http://www.parcopan.org/">Parco Naturale di Paneveggio</a>. Al bivio verso Passo Valles si gira a sinistra.</p>
<p><span id="more-321"></span></p>
<p>Lasciamo la vettura al secondo parcheggio (a pagamento, 5 euro per tutto il giorno), posizionato proprio sotto alla Malga Venegia.</p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/img_7546_hdr.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-326" title="Val Venegia e le Pale di San Martino" src="http://www.q-design.it/wp-content/uploads/img_7546_hdr-300x225.jpg" alt="Click per ingrandire" /></a></p>
<p>E' relativamente presto; sono le 9 di mattina e siamo la seconda macchina nel parcheggio. Passando a fianco a <a href="http://www.stradedelvinodeltrentino.it/strada/sociDettaglio.php?strada=FiemmeFassa&amp;id=25">Malga Venegia</a>, vediamo dei ragazzini portare le mucche ad abbeverarsi al Rio Travignolo, che nasce proprio in fondo alla valle, a Punta Rolle (2267 m).</p>
<p>L'ampia strada sterrata prosegue lenta, in leggera salita, fino alla Malga Venegiotta (1850 m). Poco prima, sulla destra della Malga, parte il sentiero che conduce alla Malga Iuribello (1868 m) e, attraversando il Travignolo, entra nel bosco.</p>
<p>Superata la Malga Venegiotta il sentiero prosegue ampio sotto le maestose Pale di San Martino, purtroppo nascoste dalle nuvole minacciose.  A sinistra partono alcuni sentieri, abbastanza impegnativi, che portano ai 2560 metri del Rifugio Volpi al Mulàz (2571 m), proprio sotto alla Cima di Focobon (3065 m). Per arrivare al rifugio occorrono almeno 3 ore di fatica tra valloni e ghiaioni, comprendendo anche brevi tratti in via ferrata. Quindi non adatti a chi desidera solo fare una passeggiata tranquilla.</p>
<p>Poco prima dei tornanti che collegano la Val Venegia alla Baita Segantini, dopo un breve tratto di paesaggio quasi lunare, a sinistra si trovano le sorgenti del Travignolo. Sentiamo chiaramente l'acqua scendere dalle rocce e iniziare il viaggio che la porterà verso Paneneveggio.</p>
<p>Proseguiamo sulla strada che, salendo in maniera ripida ma costante, ci porterà fino alla nostra meta. In meno di 45 minuti di marcia giungiamo a Baita Segantini.<br />
Il panorama è stupendo, nonostante le nuvole basse.</p>
<p>Ci sediamo nel bar della Baita a bere qualcosa di caldo perché, nonostante la temperatura fuori sia abbastanza fresca, i 90 minuti di marcia hanno fatto sudare leggermente...</p>
<p>Usciti dalla Baita, andiamo a vedere il monumento in bronzo dedicato ad <a href="http://www.passorolle.net/sezione.php?sid=10&amp;id=2">Alfredo Paluselli</a>, guida alpina ed esperto conoscitore del Cimone della Pala.</p>
<p>C'è un piccolo sentiero, sulla destra. Lo imbocchiamo e arriviamo sotto ai ripetitori posizionati proprio sopra Passo Rolle. La veduta sulla valle è ampia, il cielo è leggermente più terso.<br />
Sotto di noi alcune marmotte, ritte davanti alla loro tana, lanciano alti i loro fischi.</p>
<p>Torniamo verso la Baita e, accantonata l'idea di mangiare panini fuori al freddo, entriamo a mangiare degli ottimi canederli con il brodo. Proprio quello che ci voleva per recuperare un po' di calore.</p>
<p>Ripartiamo verso la Val Venegia, ricalcando le orme del sentiero fatto all'andata.<br />
Adesso incontriamo molte persone sul percorso. All'andata verso Baita Segantini abbiamo incrociato solo 2 persone. Che scendevano.</p>
<p>A <a href="http://www.trentinointavola.it/it/malghe/dettaglio_malga.php?IDMalga=64">Malga Venegiotta</a> c'è il pienone. Gente seduta ovunque che mangia o prende il sole. E altre persone arrivano dal sentiero che parte da Malga Venegia.</p>
<p>Torniamo alla macchina con, negli occhi, lo spettacolo delle Pale di San Martino e la quiete e la tranquillità vissute durante la passeggiata.</p>
<h3>Immagini dal percorso</h3>
<p><object width="620" height="465" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Fquerin%2Fsets%2F72157606864402154%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fquerin%2Fsets%2F72157606864402154%2F&amp;set_id=72157606864402154&amp;jump_to="></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" /></object></p>


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		<title>Grotta Cascata Varone</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 11:32:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ren</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A pochi chilometri da Riva del Garda, salendo lungo la Strada Statale 421 verso Ponte Arche, si trova la Grotta Cascata Varone. L'architetto Giancarlo Maroni, che firmò il progetto del Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera - la residenza sul lago di Garda di Gabriele D'Annunzio -, realizzò nei primi anni del '900 la costruzione [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.q-design.it/wp-content/uploads/varone.jpg' class='aligncenter'  alt='Cascata Varone' /></p>
<p>A pochi chilometri da Riva del Garda, salendo lungo la Strada Statale 421 verso Ponte Arche, si trova la <a href="http://www.flickr.com/photos/querin/1575832469/">Grotta Cascata Varone</a>.</p>
<p>L'architetto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giancarlo_Maroni">Giancarlo Maroni</a>, che firmò il progetto del <a href="http://www.vittoriale.it/">Vittoriale degli Italiani</a> a Gardone Riviera - la residenza sul lago di Garda di <a href="http://www.gabrieledannunzio.it/">Gabriele D'Annunzio</a> -, realizzò nei primi anni del '900 la costruzione che funge da ingresso al Parco della cascata. Dopo aver pagato i 5 euro di ingresso, ci sono due differenti visuali sulla cascata: una dalla Grotta Inferiore ed una dalla Grotta Superiore, posizionata 40 metri più in alto.</p>
<p><span id="more-209"></span>Camminando su una comoda passerella - costruita nel 1874 - che si snoda in una serie di curve ed anse, incuneandosi nella montagna, si arriva alla Grotta Inferiore. Qui la cavità della montagna si addentra per 55 metri. Un lungo lavoro di erosione svolto dall'acqua in oltre 20.000 anni, dopo lo scioglimento del ghiacciaio del Garda. Si è accompagnati da un incessante rumore, assordate, provocato dalla caduta dell'acqua in uno spazio assai esiguo.</p>
<p>Per raggiungere la Grotta Superiore, si percorre una comoda stradina tortuosa, in mezzo ai fiori ed alle aiuole del Giardino Botanico, con una bellissima visuale della piana di <a href='http://www.flickr.com/photos/querin/1575841229/' title='La piana di Riva del Garda'>Riva del Garda</a>.</p>
<p>L'ingresso alla Grotta Superiore è stato scavato nella roccia viva nel 1870. Il tunnel, lungo 15 metri, ci porta nell'imbuto dove scorre la cascata, perennemente immersi in una nebbia di gocce d'acqua. La gola creata dallo scorrere dell'acqua si incunea nella roccia per 73 metri.<br />
Poche volte succede che alla formazione di una cascata si accompagni il formarsi di una "forra" o gola, come è avvenuto a Varone. Un lavoro durato oltre 20.000 anni.</p>
<p>Nelle immediate vicinanze un buon ristorante serve a centinaia di commensali la specialità del luogo: la <a href='http://www.prodottitipici.com/prodotto/10828/Carne-salada.htm' title='Carne salada'>carne salada</a> con i fagioli, mentre fuori dall'area della <a href='http://www.cascata-varone.com/' title='Visita il sito ufficiale della Grotta Cascata Varone'>Grotta Cascata Varone</a> sono disponibili tavoli per pic-nic ed un bar.</p>
<p>Scrisse nei suoi appunti Thomas Mann - che visitò la cascata nell'inverno del 1901:</p>
<blockquote><p>Sullo sfondo della stretta, profonda voragine formata da <a href='http://www.flickr.com/photos/querin/1575827385/' title='Cascata Varone'>massi di roccia panciuta</a>, nuda, scivolosa come ventri enormi di pesci, la massa d'acqua si riversava giù con rumore assordante. Si udivano dietro, sopra e da tutte le parti richiami minacciosi e ammonitori, trombe e rozze voci maschili.</p></blockquote>
<h3>Immagini della Grotta Cascata Varone</h3>
<p><object width="620" height="465" type="application/x-shockwave-flash" data="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649"><param name="flashvars" value="offsite=true&amp;lang=it-it&amp;page_show_url=%2Fphotos%2Fquerin%2Fsets%2F72157602933063395%2Fshow%2F&amp;page_show_back_url=%2Fphotos%2Fquerin%2Fsets%2F72157602933063395%2F&amp;set_id=72157602933063395&amp;jump_to="></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" /></object></p>


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