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Val Venegia e le Pale di San Martino

Gita: media
Quota massima raggiunta: 2200 m
Dislivello: 430 m circa (da Malga Venegia)
Tempi: ore 1,30 (sola andata)

Una breve gita per ricominciare a passeggiare in montagna. La Val Venegia è un’incantevole luogo ai piedi delle Pale di San Martino. L’arrivo, a 2200 metri circa, è la Baita Segantini, adagiata proprio di fronte al Cimone della Pala.

Il tempo non è dei migliori. La temperatura è relativamente bassa. A Predazzo il termometro segna 14°C, mentre all’arrivo a Baita Segantini saranno al massimo 9-10. Per essere quasi Ferragosto, non è male…

In Val Venegia giungiamo seguendo la strada che da Predazzo porta a Passo Rolle, superando il Parco Naturale di Paneveggio. Al bivio verso Passo Valles si gira a sinistra.

Lasciamo la vettura al secondo parcheggio (a pagamento, 5 euro per tutto il giorno), posizionato proprio sotto alla Malga Venegia.

Val Venegia e le Pale di San Martino

E’ relativamente presto; sono le 9 di mattina e siamo la seconda macchina nel parcheggio. Passando a fianco a Malga Venegia, vediamo dei ragazzini portare le mucche ad abbeverarsi al Rio Travignolo, che nasce proprio in fondo alla valle, a Punta Rolle (2267 m).

L’ampia strada sterrata prosegue lenta, in leggera salita, fino alla Malga Venegiotta (1850 m). Poco prima, sulla destra della Malga, parte il sentiero che conduce alla Malga Iuribello (1868 m) e, attraversando il Travignolo, entra nel bosco.

Superata la Malga Venegiotta il sentiero prosegue ampio sotto le maestose Pale di San Martino, purtroppo nascoste dalle nuvole minacciose. A sinistra partono alcuni sentieri, abbastanza impegnativi, che portano ai 2560 metri del Rifugio Volpi al Mulàz (2571 m), proprio sotto alla Cima di Focobon (3065 m). Per arrivare al rifugio occorrono almeno 3 ore di fatica tra valloni e ghiaioni, comprendendo anche brevi tratti in via ferrata. Quindi non adatti a chi desidera solo fare una passeggiata tranquilla.

Poco prima dei tornanti che collegano la Val Venegia alla Baita Segantini, dopo un breve tratto di paesaggio quasi lunare, a sinistra si trovano le sorgenti del Travignolo. Sentiamo chiaramente l’acqua scendere dalle rocce e iniziare il viaggio che la porterà verso Paneneveggio.

Proseguiamo sulla strada che, salendo in maniera ripida ma costante, ci porterà fino alla nostra meta. In meno di 45 minuti di marcia giungiamo a Baita Segantini.
Il panorama è stupendo, nonostante le nuvole basse.

Ci sediamo nel bar della Baita a bere qualcosa di caldo perché, nonostante la temperatura fuori sia abbastanza fresca, i 90 minuti di marcia hanno fatto sudare leggermente…

Usciti dalla Baita, andiamo a vedere il monumento in bronzo dedicato ad Alfredo Paluselli, guida alpina ed esperto conoscitore del Cimone della Pala.

C’è un piccolo sentiero, sulla destra. Lo imbocchiamo e arriviamo sotto ai ripetitori posizionati proprio sopra Passo Rolle. La veduta sulla valle è ampia, il cielo è leggermente più terso.
Sotto di noi alcune marmotte, ritte davanti alla loro tana, lanciano alti i loro fischi.

Torniamo verso la Baita e, accantonata l’idea di mangiare panini fuori al freddo, entriamo a mangiare degli ottimi canederli con il brodo. Proprio quello che ci voleva per recuperare un po’ di calore.

Ripartiamo verso la Val Venegia, ricalcando le orme del sentiero fatto all’andata.
Adesso incontriamo molte persone sul percorso. All’andata verso Baita Segantini abbiamo incrociato solo 2 persone. Che scendevano.

A Malga Venegiotta c’è il pienone. Gente seduta ovunque che mangia o prende il sole. E altre persone arrivano dal sentiero che parte da Malga Venegia.

Torniamo alla macchina con, negli occhi, lo spettacolo delle Pale di San Martino e la quiete e la tranquillità vissute durante la passeggiata.

Immagini dal percorso

Val Venegia

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